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The DRC boasts exceptionally high freshwater fish diversity. Although ecological investigations are incomplete and research remains ongoing, over 690 fish species have been recorded in the Congo basin, of which an estimated 80% are endemic.

 

With one of the largest catches from inland fisheries in Africa, fish products account for an estimated 25-30% of the Congolese population's protein intake. Yet this is a sector where little information exists and where regulations and enforcement remain lax. Today, the DRC's fisheries sector is almost completely outside the formal economy, with artisanal fisher-folk accounting for 95% of the national fish catch.

 

UNEP's recommandations therefore include launching baseline studies, monitoring fisheries resources and promoting co-management structures for fishermen, transboundary collaboration in the Great Rift Valley Lakes as well as the development of sustainable aquaculture.

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Pêcheur, RDC

 

Les eaux de la RDC sont dotées d'une grande diversité de poissons d'eau douce. Même si les études écologiques sont incomplètes et les recherches toujours en cours, plus de 690 espèces de poissons ont déjà été répertoriées dans le bassin du Congo, parmi lesquelles environ 80% sont des espèces endémiques.

 

Avec l'un des plus grands nombres de prises dans les eaux intérieures en Afrique, soit 239000 tonnes, les poissons et les produits de la pêche comptent pour 25 à 50% de la consommation de protéines de la population congolaise. Or il s'agit d'un secteur caractérisé par le manque de données et par une application laxiste des lois et réglementations. Aujourd'hui, le secteur de la pêche en RDC est quasiment sorti de l'économie officielle, les pêcheurs artisanaux locaux prélevant 95% des prises de poissons du pays.

 

Les recommandations du PNUE suggèrent donc entre autres d'entreprendre des études de référence et de contrôler les ressources de la pêche, de promouvoir les structures de cogestion pour les pêcheurs, d'encourager la collaboration transfrontalière dans les Grands Lacs et de développer une aquaculture durable.

  

2009 © UNEP

For further information go to www.unep.org/disastersandconflicts

Identifier: lefinezzedepenne00scar

Title: Le finezze de pennelli italiani, ammirate, e studiate da Girupeno sotto la scorta, e disciplina del genio di Raffaello d'Vrbino : con vna curiosa, ed'attentissima osseruatione di tutto ciò, che facilmente possa riuscire d'vtile, e di diletto à chi desidera rendersi perfetto nella teorica, e prattica della nobil'arte della pittura

Year: 1674 (1670s)

Authors: Scaramuccia, Luigi Pellegrini, 1616-1680 Magri, Giovanni Andrea, fl. 1640-1674, printer Leonardo, da Vinci, 1452-1519. Trattato della pittura. Selections

Subjects: Raphael, 1483-1520 Painters Painting, Italian Painting, Renaissance

Publisher: In Pavia : Per Gio. Andrea Magri stampatore della città

Contributing Library: University of California Libraries

Digitizing Sponsor: Internet Archive

  

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Text Appearing Before Image:

neffabile guito rimi-rata , reflò quali fuori di fé medefimo, non so fc per Io ftupore,o per generosa inwdia , in ogni cafo al Genio piacque il vederenel fuo diletto vna tale alt catione, argomentandola in bene perlauuanzamento nella cogestione del buono-Onde per quel gior-no non volle vcdcHc più ..di Pittura, riferbando il ciò fare adaltro tempo, cdin tanto inaiandoli verfo Cafa non tralafciauano-di lodare vna tanto (tupenda 5 ed immortai operatone.. Si ftofeguìfet il fkr mtnttont depia ìvfìgù > *Modani Pittori» C A P. X Fo R A9 glaltri ò Girupeno ( diffe il Genio ) che dallaScuola de ftudiofiflìmi Caracci fortiflero a farli co-nofeere di ftraordinarij talenti vno è tra primi fuFranccfco Albani, qual fece così bene in fua gic-uanezza in Bologna fua diletta Patria, che riefee dinon poca merauigiia, enei diuifarc che faremo per la Lombar-dia, potrai toccare con mano !a verità di quanto hora ti dico.Venne iAlbani qui in Roma, edalla giiifa deglaltri fuoi Condì- fcepoli

 

Text Appearing After Image:

DE PENNELLI ITALIANI ]j fcepoli folleùò dalla fatica Annibale, tanto nella Galleria ^arncfe?guanto in altri luoghi. Ma portiamoci à vedere vna delie lue piùinfigni operationi compitale totalmente bella. Si riduffero per tanto nella Chiefa di S. Maria cella Pace,oue s.m*.effendo con ogni puntualità dipinto dallAlbano tutto il Volto ria del*della Capella Maggiore, lo riconobbero di grandiflìma fufficien- UP*ct^za, e macfrreuole fondamento. Girupeno riuoltofi al Tuo Mae-ftro Genio diflc : Gran Scuola per certo ella è ftata quella otCaracci, dalla quale ne fono fcaturiti quali da mare di Sapienzasi buon-numero de Fiumi impareggiabili nella noftra Profeflìo-ne. Così e veramente ( ripigliò il Genio ) e fono di tal benefi-cenza, che inaffiando tuttauia i Prari de buoni Ingegni fono cau-fa, che in effi (i vedano germogliar fiori di graniamo odore,onde na/ce, che ad altri ìufleguentemente venghi permeilo gu-ftare pofeia delicati, e faporofì i frutti. Tutto benillìmo, ripi-gliò Gi

  

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Per Elisa Beethoven

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Il bilancio della “Volkswagen” ha chiuso il 2011 con utili pari a 15,799 miliardi, esattamente il doppio rispetto al 2010. Ha venduto complessivamente otto milioni di autoveicoli, insediandosi stabilmente al secondo posto dopo la “General Motors” e davanti alla “Toyota”, fabbrica che per molti anni ha detenuto la medesima posizione.

Un operaio metalmeccanico della fabbrica di Wolfsburg ha un salario reale medio che si aggira intorno ai tremila euro, più del doppio di un suo collega italiano di Mirafiori e può aumentare se fa degli straordinari. Il sindacato metalmeccanico, la “IG-Metall”, l’equivalente della nostra “Fiom” in quanto associazione con più iscritti, non solo non è discriminato dall’azienda ma siede nel consiglio di sorveglianza ed ha voce in capitolo sulle politiche e strategie aziendali. In Italia, l’iscritto alla “Fiom” può avere problemi qualora organizzi assemblee della rappresentanza sindacale interna per discutere la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il consiglio di sorveglianza o di amministrazione lo può vedere dai depliant pubblicitari che ritraggono le poltrone degli uffici direzionali.

L’industria automobilistica tedesca delocalizza parti della produzione, in pieno accordo con il sindacato, senza tagliare alcun posto di lavoro. Il conflitto fra lavoratori e datori di lavoro è praticamente assente, così come le ore di sciopero registrate negli ultimi anni. Il modello del “capitalismo renano” non solo ha partorito un tipo di società per azioni (il cosiddetto “modello duale”, perché incentrato su un consiglio di sorveglianza che approva il bilancio e un’assemblea degli azionisti), poi copiato senza alcun risultato, dal punto di vista della cogestione, dalla legislazione italiana nel 2004, che risulta socialmente efficiente ma ha previsto come indispensabile una equa ripartizione del valore derivante dall’aumento della produttività per addetto fra impresa (capitale) e lavoro, attraverso aumenti salari superiori all’inflazione. Non solo, ma parte degli utili dell’impresa sono investiti, in percentuali impensabili nel nostro Paese, in ricerca e sviluppo che, in settori strategici quali l’autotrazione, risultano indispensabili per battere la concorrenza e rimanere competitivi.

Nel capitalismo renano, il realismo aziendale e l’assenza di steccati ideologici (tipici della destra confindustriale e berlusconiana), consentono di giudicare l’azione del sindacato da ciò che richiede, stemperando in anticipo le contrapposizioni e non rinunciando mai al metodo della concertazione. In Italia, sia il Governo, sia la principale azienda privata, cioè la Fiat, concepiscono il “dialogo” in questo modo: "Discutiamo ma se non ci mettiamo d’accordo si fa come dico io". I tedeschi sono convinti che un sindacato ostile impedisce all’azienda di fare buone automobili, quindi si evita che lo diventi; in Italia si è convinti che un sindacato ostile va semplicemente emarginato e possibilmente distrutto e, ovviamente, se i nuovi modelli non hanno successo la colpa è soltanto sua.

  

Celeiro en el municipio de Viveiro (Lugo), es una villa pesquera típica de la CC.AA de Galicia. Un puerto pesquero modélico en su organización socioeconómica y en la cogestión que llevan a cabo sus instituciones y organizaciones pesqueras como la Cofradía de Pescadores “SANTIAGO APÓSTOL”, y la sociedad mercantil PUERTO DE CELEIRO S.A. Visitar las instalaciones portuarias de Celeiro nos deparan unas interesantes vistas fotográficas. Un lugar que merece la pena visitar.

PARTE 2

DAL 2001 AL 2006

 

2001

Non c'è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c'è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano. (ANSA, 7 marzo 2001, ore 15:48; su tutti i giornali, 8 marzo 2001)

Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga! (Telefonata in diretta a Michele Santoro nella trasmissione Il Raggio Verde su Rai Due, 17 marzo 2001)[1]

Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio (ANSA, 23 marzo 2001)

La satira è il vento della libertà. (23 marzo 2001)[1]

L'occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà che ha garantito benessere largo e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c'è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici. (da Berlusconi: "Attacco mirato senza vittime fra i civili", Repubblica.it, 26 settembre 2001)

Con l'euro ci sono le premesse di una nuova stabilità. Diamo il benvenuto alla nuova moneta, è un'idea straordinaria che è diventata realtà. Con l'euro è stato bandito il peccato monetario. (ANSA, 26 novembre 2001)

Gli altri leader europei sanno che io vengo da un altro mondo, vengo considerato un tycoon, sono in una situazione di forza e di prestigio indiscutibile. (Roma, conferenza stampa, 21 dicembre 2001)

2002

Dimostrerò nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea. (ANSA, 11 gennaio 2002)

Le tasse non sono un diritto divino dello stato, ma qualcosa che il cittadino paga per avere un servizio indietro. (Faccia a faccia Prodi-Berlusconi, Rai Uno, 3 aprile 2006)

Io sono assolutamente certo di essere l'uomo più democratico che sia mai giunto ad essere primo ministro d'Italia. (ASCA, 25 gennaio 2002)

L'uso che Biagi – come si chiama quell'altro? –, Santoro – ma l'altro? –, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. (dal cosiddetto editto bulgaro; video; citato in Il premier: "Via dalla Rai Santoro, Biagi e Luttazzi", Repubblica.it, 18 aprile 2002)

"Noi proponiamo da anni un modello di democrazia economica fondato sulla partecipazione e sulla cogestione, sulle public company. In questo senso siamo d'impaccio per chi persegue altri disegni. Ed è qui, su questo terreno, che avviene la saldatura tra la sinistra e i poteri forti." [Nel senso?] "Nel senso che la ritrosia e l'avversione storica della sinistra verso la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, accompagnata in questa fase dall'esigenza di legittimazione e accreditamento in certi ambienti, si salda benissimo con gli interessi di quei poteri che vogliono continuare a decidere le cose [nelle solite stanze dei bottoni]. Basta guardare come è stata condotta la privatizzazione di Telecom..." (Intervista con Il Messaggero, 2002)

Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame.[4] (dall'intervento al vertice mondiale della FAO, 11 giugno 2002; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Forza Italietta/1, la Repubblica, 13 giugno 2007)

Grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menu sia totalmente italiano, in questo caso sarete soddisfatti.[5] (ibidem)

Non è vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo fa. (da Ansa, 27 settembre 2002; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Il Cavalier Barzelletta, la Repubblica, 26 marzo 2007)

Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. (ANSA, 5 ottobre 2002, ore 19:33)

Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: "Meno male che ci sono io". Non so un altro che cosa avrebbe fatto. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi. (Roma, presentazione del libro La grande muraglia di Bruno Vespa, Adnkronos, 3 dicembre 2002)

Quando sono entrato in carica ho trovato un Paese che non contava niente sulla scena internazionale. [...] L'Italia, che non contava, ha ora uno smalto internazionale e un suo peso specifico anche in situazioni determinanti. (da Governo. Berlusconi: questo esecutivo è da record, Rainews24.rai.it, 30 dicembre 2002)

Mi picco di essere un esperto di parchi e di giardini, credo di aver messo a dimora più alberi io di qualunque altro paesaggista "laico", che non faccia cioè il vivaista di mestiere.

2003

Mi sono più volte lamentato del fatto che la nostra stessa carta fondamentale, la Costituzione, dia all'impresa pochissimo spazio, circondandola di vincoli. Basti guardare la formulazione dell'articolo 41, che vi invito a rileggere, che risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento proprio alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei padri che hanno scritto la Costituzione. (citato in Gianluca Luzi, Un'impronta sovietica nella nostra Costituzione, la Repubblica, 13 aprile 2003, p. 32)

La sinistra agisce a colpi di giustizia. (adnkronos, 11 maggio 2003)

Io vinco sempre, sono condannato a vincere. (da Ansa, 24 maggio 2003)

Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani. (dalle dichiarazioni spontanee al processo Sme, 17 giugno 2003; citato in Berlusconi in aula "Processo inventato", la Repubblica, 17 giugno 2003)

[Rivolto all'esponente socialdemocratico all'Europarlamento di Strasburgo] Signor Schulz, so che in Italia c'è un... c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto! [...] Se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere le parole del presidente del Consiglio europeo, vi posso dire che dovreste venire a... come turisti in Italia, ma che qui sembrate turisti della democrazia, dei turisti della democrazia! (2 luglio 2003; citato in Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio, Quando c'era Silvio; cfr. i verbali della seduta)

Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta. (da la Repubblica, 13 luglio 2003)

Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (dall'intervista a The Spectator, 4 settembre 2003)

Credo ci sia un elemento di gelosia in Biagi e Montanelli, perché non riesco a trovare un'altra spiegazione. Tutti questi giornalisti, Biagi, Montanelli, erano più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque, dato che loro non mi sono politicamente affini, si è sviluppato un sentimento irrazionale tra giornalisti italiani molto famosi. (dall'intervista di Boris Johnson e Nicholas Farrel, La Voce di Rimini; citato in Berlusconi: «I giudici matti», Corriere della sera, 4 settembre 2003)

Bisogna imporre nel mondo la libertà «con la forza, se necessario. È l'unico modo di mostrare che non è uno scherzo. Diciamo al signor x o y in questa o quella dittatura, tu devi riconoscere i diritti umani nel tuo Paese, e noi ti diamo 6 o 12 mesi o giù di lì, altrimenti interveniamo. E possiamo farlo perché non c'è una forza contrastante. Abbiamo detto a Saddam 'fallo o noi arriviamo' e siamo arrivati e l'abbiamo fatto. (da Corriere della sera, 4 settembre 2003)

Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (citato in la Repubblica, 5 settembre 2003)

I giornali sono destinati a un'élite. In Italia se ne vendono, al netto di quelli sportivi, 4 milioni o ottocentomila copie.

In Italia c'è un regime, sì, cari direttori: i dittatori siete voi.

Il futuro è digitale; i giornali hanno fatto il loro tempo. Le vostre battaglie sembrano quelle dei costruttori di carrozze che volevano impedire la diffusione delle auto. Non potete fermare il progresso. Non so indicarvi io la soluzione, ma quando ci sono prodotti che diventano obsoleti bisogna prendere altre strade. (Frasi pronunciate il 10/12/2003 nel corso della presentazione di un libro di Bruno Vespa. Le citazioni sono state raccolte e pubblicate in Giornali e tv negli anni di Berlusconi, Marsilio, 2005, a cura di Giancarlo Bosetti e Mauro Buonocore)

Su 5 milioni di copie di quotidiani vendute ogni giorno (esclusi i giornali sportivi), solo 250 mila sono favorevoli all'esecutivo e 750 mila neutrali: quattro milioni sono contro. [Berlusconi aggiunge di essersi rivolto più volte agli "organismi internazionali" per un intervento] Ma "questa verifica non viene fatta e continuo a leggere sugli organi d'informazione internazionali che in Italia c'è una reale preoccupazione per la libertà di stampa. (dal Quotidiano nazionale, 7 novembre 2003, p. 5)

Mi accusano di essere un dittatore, ma se lo fossi davvero sarei sicuramente il dittatore più sfigato di tutti... (dagli auguri natalizi con l'amministrazione del governo; citato in L' ironia di Berlusconi: io dittatore? Sarei il più sfigato, Il Corriere della sera, 20 dicembre 2003)

Come "famiglia Italia" dobbiamo essere ottimisti nonostante le difficoltà. (dalla conferenza stampa di fine anno; citato in Berlusconi: "Io premier per i prossimi 10 anni", la Repubblica, 21 dicembre 2003)

Mi vedo premier per la prossima legislatura e anche oltre. (ibidem)

[Parlando del futuro di Gianfranco Fini] Ci sono tante possibilità di impegnarsi per il bene del Paese, per cui c'è gloria per tutti. (ibidem)

[Rispondendo a una cronista de l'Unità] Lei non prova imbarazzo a scrivere su quel giornale? (ibidem)

2004

Un leader politico ha l'esigenza di rinnovare la propria immagine, ha il dovere di farsi più bello e più fresco per andare in tv. (citato in Il Cavaliere ricompare ai ministri Mi sono fatto bello per la tv, la Repubblica, 17 gennaio 2004)

[Sulla manifestazione per la difesa del tempo pieno] Vergogna! La sinistra ha messo in mano a bambini di 5 o 6 anni cartelli non scritti da loro e con affermazioni false. (citato in Berlusconi è tornato: «La sinistra? Dice bugie», Il Corriere della sera, 23 gennaio 2004)

[Sulla propria "discesa in campo"] Lo rifarei perché, nonostante tutte le sofferenze, sono convinto che non ci sia nulla di più bello e nobile che battersi per il proprio paese e la libertà. Come sarebbe possibile affidare il futuro del nostro paese ad una sinistra che dimostra ogni giorno di non capire la differenza tra una grande democrazia come gli Stati Uniti e i regimi dittatoriali come quelli di Saddam Hussein e Fidel Castro? (citato in Dall'Eur via alla campagna elettorale del premier, Romaone.it, 24 gennaio 2004)

[La sinistra] ha cercato di camuffarsi, si è fatta il lifting, ma non le è riuscito. [...] non ha perso il vizio di tentare di eliminare per via giudiziaria gli avversari. (dalla convention di Forza Italia; citato in «Fascismo meno odioso della burocrazia togata», Corriere della sera, 25 gennaio 2004)

Qui non litighiamo mai perché qui presiedo io, e io sono il più muscolarmente dotato dei ministri. (citato in "Non volevo il lifting ha insistito Veronica", la Repubblica, 29 gennaio 2004)

Bush mi dice sempre: Silvio, remember, I want Italian ice cream. Anzi: ormai lo chiama Silvio's ice cream! Se non glielo faccio trovare si arrabbia. (citato in "Non volevo il lifting ha insistito Veronica", la Repubblica, 29 gennaio 2004)

[Sulla par condicio] È una legge illiberale, liberticida, che dobbiamo abrogare in coerenza con quanto fatto quando eravamo all'opposizione. Non ritengo logico tenerla in piedi. (citato in Berlusconi si candida alle europee Attacca Consulta e "Direttorio", la Repubblica, 17 febbraio 2004)

[Parlando dei "politici di professione"] Ci sono tanti signori che sento, che vanno, che hanno la casa al mare, che hanno la casa in città, che hanno la casa ai monti, che hanno la barca e io, guardando quello che guadagnano ogni mese e quello che anche devono dare, qualcuno di loro, ai loro partiti, dico: come hanno fatto a farsi tutte queste proprietà? Sono soldi rubati. Soldi rubati! (Riunione del Partito Popolare Europeo ad Atene; citato in I politici? Per Silvio Berlusconi "Solo chiacchiere e soldi rubati", la Repubblica, 19 febbraio 2004)

[Sulla sinistra] Dio ci deve proteggere perché sono profeti di sventura, fanno male al paese e da quando l'italia non obbedisce ai loro stimoli, da quando ha deciso di cambiare hanno smesso del tutto di amarla. (dalla riunione del Partito Popolare Europeo ad Atene; citato in I politici? Per Silvio Berlusconi "Solo chiacchiere e soldi rubati", la Repubblica, 19 febbraio 2004)

[Parlando delle perquisizioni della Guardia di Finanza in Federcalcio, Lega e nei club di serie A e B] Ci stiamo avviando allegramente verso uno Stato di polizia. (citato in Berlusconi: "La Finanza nei club? Ci avviamo verso Stato di polizia", la Repubblica, 27 febbraio 2004)

Mi piace ricordare che molti vescovi mi hanno reso testimonianza in tal senso dichiarando esplicitamente che nessun governo aveva saputo operare così concretamente su molti dei temi che stanno a cuore alla Chiesa. (citato in Berlusconi costretto a intervenire "Non si tocca l'otto per mille", la Repubblica, 1 marzo 2004)

Ricordo, come ha detto il sindaco di Catania Scapagnini, che sono immortale... (dalla trasmissione Radio anch'io; citato in Berlusconi a tutto campo: riforme, pensioni andiamo avanti, la Repubblica, 9 marzo 2004)

Ventotto milioni e 622 mila italiani pagano meno tasse. (ibidem)

Non ho mai proclamato questa sciocchezza. Di essere unto dal Signore. [...] Gli uomini che avevano responsabilità di governo in passato erano considerati unti dal Signore. Ma con la democrazia il potere del governo è nella sovranità del popolo, e quindi potremmo dire che sono unti dagli elettori. (ibidem)

Io ho paura del confronto? Non è assolutamente vero, non temo il confronto con nessuno. (Trasmissione Porta a Porta; citato in Berlusconi: "Paura del confronto? Non parlo con chi mi insulta", la Repubblica, 10 marzo 2004)

Io invito tutti a tirar fuori soltanto una mia frase insultante nei rispetti dell'opposizione. Io rispetto tutti e pretendo rispetto. (dalla trasmissione Porta a Porta; citato in Berlusconi: "Paura del confronto? Non parlo con chi mi insulta", la Repubblica, 10 marzo 2004)

Si parla del Milan di Sacchi, di Zaccheroni e di Ancelotti e non si parla mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono io che da 18 anni faccio le formazioni, detto le regole e compero i giocatori [...] Sembra che io non esista. (dall'inaugurazione del nuovo padiglione dell'ospedale S. Matteo a Pavia; citato in Berlusconi si prenota al governo "Tra tre anni ancora premier", la Repubblica, 16 marzo 2004)

[Riferendosi ad alcuni contestatori, che lo apostrofavano come "buffone"] Padre perdonali, non sanno cosa fanno. (ibidem)

[Riguardo alla mancata approvazione della legge Boato, relativa alla clemenza per Adriano Sofri] In Italia non esiste un regime, un dittatore che può imporre ai deputati della Cdl o del partito una decisione. Per questo abbiamo lasciato la libertà di voto, e non si poteva fare diversamente. (citato in Berlusconi: "Sì a grazia per Sofri ma non sono un dittatore", la Repubblica, 18 marzo 2004)

Certe volte mi dispiace di non essere un dittatore ma, ahimè, non lo sono. (ibidem)

Quasi non credo ai miei occhi, siete un splendido fiume che scorre nella direzione della libertà, quasi mi viene da dire alla sinistra: attenzione, se no questo fiume lo facciamo scorrere sino a Roma, sempre che ce lo permetta il ministro dell' Interno qui presente. (dal decennale di Forza Italia; citato in «Batteremo il Triciclo, la sinistra porta odio e tasse», Il Corriere della sera, 28 marzo 2004)

Siamo scesi in campo anche per attuare una riforma morale della politica, per affermare una moralità nuova, che non significa solo non rubare, cosa ovvia, ma soprattutto mantenere le promesse. (ibidem)

Che nessuno pensi che la riduzione dell'Irpef al 33% la faccio per me. Vi posso garantire che quello che risparmio sull'imposta lo darò tutto in beneficenza. (dal Forum della Confcommercio; citato in Berlusconi: "Dovremo far lavorare di più gli italiani", la Repubblica, 28 marzo 2004)

Dovremo far lavorare di più gli italiani, ci sono molte festività in eccesso, sappiamo che un ponte in meno produce un incremento sensibile sul PIL. (dal Forum della Confcommercio; citato in Orario di lavoro: i "ponti" che dividono, Panorama, 29 marzo 2004)

Non è vero che il presidente Berlusconi ha occupato le televisioni pubbliche o private e che anzi è vero il contrario e cioè che tra i leader, io sono stato quello che ha calcato meno la scena di fronte alla televisione. Lo faccio ora perché sono convinto che sia importante che i cittadini sappiano che cosa ha fatto il governo, che cosa sta facendo e soprattutto che cosa ha in animo di fare. (dalla trasmissione televisiva L'alieno; citato in Governo. Berlusconi: stiamo lavorando alla riduzione delle tasse. Nessuna festa abolita, solo meno 'ponti', Rainews24, 30 marzo 2004)

C'è la mia saggezza che basta ed avanza per tutti. (citato in «Se non riduco le tasse non mi ricandido più», Il Corriere della sera, 31 marzo 2004)

Se non riesco a portare a termine tutti i punti del contratto non mi ripresento. (ibidem)

Non c'è un solo impegno non mantenuto dal governo che guida dal 2001. (da un convegno degli industriali; citato in Berlusconi replica a D'Amato "Mantenute tutte le promesse", la Repubblica, 3 aprile 2004)

Italiani, date il 51% a Silvio Berlusconi, perché io con me stesso non ho mai litigato. (ibidem)

C'è un eccesso di regolamentazione in Europa, si fanno leggi sulle mele, sulle pere, sulle zucchine... (da un convegno degli industriali; citato in Berlusconi: va rivisto il patto di Maastricht, Corriere della sera, 3 aprile 2004)

In politica chi cambia, chi non è coerente, viene considerato un fine politico. Io non sono un fine politico, sono un rivoluzionario in politica, politicamente scorretto. E me ne vanto. (dalla trasmissione Porta a Porta; citato in Le promesse di Berlusconi "Meno tasse per tutti dal 2005", la Repubblica, 6 aprile 2004)

Faremo di tutto per restare al di sotto del 3 per cento del rapporto deficit-pil. Ma se scavalcheremo il 3 non succede nulla di drammatico. (ibidem)

[Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative] Non vedo perché il governo non debba rimanere. Abbiamo un mandato di cinque anni e il governo intende rispettare questo mandato e lavorare per il programma, che è la cosa più importante. Io miro alla realizzazione del programma, tutto il resto è strumentale. (dal sito di Forza Italia, giugno 2004)

Francamente l'ipotesi di una crisi lampo (a seguito della sconfitta elettorale della Casa delle libertà alle elezioni amministrative del 2004) non l'ho mai presa in considerazione e non credo che ce ne sia bisogno. Sono anche convinto che gli elettori, avendo eletto un governo di coalizione che ha dato buona dimostrazione di capacità di coesione, meritino di vederlo arrivare fino alla fine del mandato. (ibidem, 25 giugno 2004)

Il governo prosegue fino al termine della legislatura. Io sono indispensabile alla coalizione, sono l'unico che la tiene insieme. (ibidem, 28 giugno 2004)

[Al vertice dei ministri delle Finanze a Bruxelles] I give you the salutation of my president of the Republic. (citato ne Il Messaggero del 6 luglio 2004)

La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. Credo che anche rilasciando interviste ai giornali e ai media dei Paesi dove vivete, creando amicizie con direttori e giornalisti, si possa far raccontare qual è la realtà vera del nostro Paese e della nostra azione di governo. (collegamento telefonico col convegno Azzurri nel mondo, Lugano, 24 ottobre 2004)

C'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole. (da la Repubblica, visita al comando generale della Guardia di Finanza, 11 novembre 2004)

La media degli Italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... È a loro che devo parlare. (dal Corriere della sera, 10 dicembre 2004)

I giudici di Palermo scherzano con il fuoco. (riguardo alla condanna di Marcello Dell'Utri a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, 11 dicembre 2004)

2005

Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. (dal Corriere della sera, 17 gennaio 2005)

La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata. È stata contro Hitler, ma non contro Stalin. Certo, non sono così cieco da non saper distinguere Stalin da Fassino... Fassino poi è così magro e non ha i baffi. (da la Repubblica, 3 febbraio 2005)

Se ci fosse un Croce, un De Gasperi o un Salvemini me ne andrei anche, ma non li vedo, e non vedo neanche un Van Basten in panchina. (citato in "Una buffonata fare la crisi" "Non capisci niente di politica", la Repubblica, 15 aprile 2005)

[Replicando alle accuse di crisi economica dell'Italia mosse dal giornale britannico Economist] Abbiamo come ricchezza delle famiglie otto volte il nostro prodotto nazionale annuale, il più alto numero di automobili al mondo rispetto alla popolazione, il più alto numero di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, e siamo anche il Paese che ha il maggior numero di case di proprietà nelle singole famiglie. (da Adnkronos, 27 maggio 2005)

[Commentando la procedura avviata dalla Commissione UE contro l'Italia per aver superato i parametri del patto di stabilità] Smettiamola di preoccuparci così tanto per l'economia: abbiamo un sommerso del 40%, ma vi sembra che la nostra economia non tenga? Ma andiamo... (dal Corriere della sera, 16 giugno 2005)

Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente [finlandese]. (da la Repubblica, all'inaugurazione della sede per l'Authority alimentare dell'Unione Europea a Parma, 22 giugno 2005)

[Annuncio del raggiungimento dell'accordo all'interno della CdL sulla riforma delle norme che regolano la Banca d'Italia] San Silvio da Arcore ha fatto un altro miracolo. (da Ansa, 30 agosto 2005)

Soffro a pensare a qualcuno dell'Unione che partecipa a un vertice del G8. Se penso a qualcuno dell'altra parte seduto al tavolo nei miei panni con Putin, Bush e Blair francamente mi sento male. (dal Corriere della sera, 30 agosto 2005)

[Riferendosi alle primarie del centrosinistra] Domenica con le primarie si è visto che tutto il sistema delle banche è in mano a loro. (dal Corriere della sera, 19 ottobre 2005)

[Rispondendo alle critiche mosse dalla vedova di Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale della Calabria] Ho inviato un messaggio del governo, il ministro Pisanu è andato fisicamente a Reggio Calabria. Il governo cosa deve fare di più? (da Ansa, 19 ottobre 2005)

Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa. [...] Io ho tentato a più riprese di convincere il presidente americano a non fare la guerra. [...] Ho tentato di trovare altre vie e altre soluzioni anche attraverso un'attività congiunta con il leader africano Gheddafi. Non ci siamo riusciti e c'è stata l'operazione militare. [...] Io ritenevo che si sarebbe dovuta evitare un'azione militare. (dall'intervista a Omnibus, La7, da Il Resto del Carlino, 29 ottobre 2005)

Certamente si deve pensare a rispolverare la possibilità di costruire in ogni paese [Europeo] centrali nucleari. (dalla conferenza stampa all'ambasciata italiana negli Stati Uniti; citato in la Repubblica, 31 ottobre 2005)

Lavoriamo 1600 ore all'anno contro le 1700 in Usa, potremmo lavorare più a lungo, anche perché grazie alla medicina, all'alimentazione e al rigore del sistema di vita che ormai tutti abbiamo imparato, dà la possibilità di lavorare a lungo e bene anche a 70 anni. E parlo anche di me... [...] Se c'è qualcuno che anche a questa età può lavorare 13-14 ore al giorno, non vedo perché non si possa spostare l'età lavorativa verso anni maggiori. (al convegno della Federazione italiana tabaccai, dal Corriere della sera, 5 novembre 2005)

2006

Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta. (dal Corriere della sera, 6 gennaio 2006)

È inaccettabile il fatto che ci siano delle giunte rosse che danno appalti alle cooperative che non pagano le imposte e danno gli utili ai partiti rossi. Questo è veramente inaccettabile. (ibidem)

[Rivolgendosi a Fausto Bertinotti] Come diceva Ronald Reagan, chi ha letto Marx è diventato comunista, chi l'ha capito è diventato liberale. (da Porta a Porta, 12 gennaio 2006)

[Commentando l'invito di Ciampi a rispettare la par condicio in televisione] Non vedo proprio come possa essere rivolto a me. Guardando a tutte le partecipazioni dei principali leader della sinistra nelle varie trasmissioni televisive si vede che il presidente del Consiglio ha lavorato e quando si porta la croce non si ha tempo per cantare. Io sono colui che ha partecipato meno alle trasmissioni televisive rispetto ai leader della sinistra. (da Adnkronos/Ign, 19 gennaio 2006)

La Dc aveva le partecipazioni statali e guarda caso uno dei protagonisti era Prodi, che è stato salvato quando doveva andare a riferire a un gup o a un gip che fosse, un suo comportamento legato al finanziamento del partito: c'è stata subito un'amnistia e la modifica della legge sull'abuso d'ufficio. (Firenze, da La Stampa, 22 gennaio 2006)

La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro (dal Corriere della sera, 28 gennaio 2006)[1]

[Commentando ancora l'invito di Ciampi a rispettare la par condicio in televisione] Credo che abbia aiutato il sottoscritto a chiedere di poter avere gli stessi accessi che hanno gli altri protagonisti della politica. Io sono in credito di almeno una trentina di puntate. (da Porta a Porta, Rai Uno, 31 gennaio 2006)

[Sull'uso di droghe] Sono la persona più realista che si conosca e quindi non c'è nulla di più lontano da me che il desiderio di staccarmi dalla realtà. (da Porta a Porta, Rai Uno, ANSA, 31 gennaio 2006)

Se gli addetti dell'Alitalia si comportassero come quelli dell'Air France e non facessero decine e decine di scioperi, l'Alitalia andrebbe molto meglio. (ai microfoni di Radio 24, Roma, 23 gennaio 2006)

Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio. (dall'intervista a Sky Tg24, 25 gennaio 2006)

La terza rete Rai è una macchina da guerra contro di me e anche le mie televisioni remano contro. Per quanto riguarda i telegiornali c'è solo un tg, che fa l'8%, quello di Emilio Fede, che sostiene apertamente il Governo, ma lo fa in maniera piana, senza attaccare e insolentire gli altri [...] [La televisione italiana] è stipata da tutti quelli che sono stati inseriti dai vecchi governi, è infarcita di persone che non possono cambiare il modo di fare giornalismo. (da L'Incudine su Italia 1, 27 gennaio 2006)

[Riferendosi ai magistrati] Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente. (da la Repubblica, Modena, 4 febbraio 2006)

[Riferendosi al numero di riforme] Solo Napoleone aveva fatto di più. (dalla trasmissione televisiva Matrix, Canale 5, 10 febbraio 2006)

Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo. (da ANSA, 11 febbraio 2006)

Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti. (da ANSA, Ancona, 12 febbraio 2006)

[La magistratura] Colpisce puntuale, ad orologeria, vicino alle elezioni. (da Berlusconi: "La magistratura colpisce puntuale, a orologeria", in repubblica.it, 18 febbraio 2006)

[Riferendosi a Cesare Geronzi] È una persona capace, esperta e proba. Difficile pensare che possa essere incorso in comportamenti incorretti. (citato in Berlusconi contro i magistrati. "Intervento indebito su Bpi", la Repubblica, 23 febbraio 2006)

La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l'ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale. (da Matrix, Canale 5, 10 marzo 2006)

[Andando via dalla trasmissione di Rai Tre In 1/2 ora condotta da Lucia Annunziata] E poi dicono che la Rai è controllata da me. (citato in Politica e televisione il botta e risposta, Corriere.it, 13 marzo 2006)

La crisi sta solo nella volontà della sinistra con i suoi giornali di inventarsi un declino per andare al potere. Ma sappiate che quando andranno al potere per loro le imprese sono macchine che consentono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, che il profitto è lo sterco del diavolo e che il risparmio non è una virtù come per noi, ma qualcosa da tassare e da penalizzare. E ve lo dico con il cuore perché sono stufo, stufo di vedere qualcuno che si sta distruggendo con le proprie mani e con i propri giornali. (dall'intervento al convegno di Confindustria, Vicenza, 18 marzo 2006)

Insistono ancora nel dire che io ho affermato che i comunisti mangiavano o mangiano i bambini. Continuano a ripeterlo. Allora, leggetevi il libro nero del comunismo:[6] troverete che sotto la Cina di Mao non li mangiavano, ma li facevano bollire per concimare i campi. È una cosa orrenda... ma purtroppo è vera. (alla manifestazione di Napoli alla Mostra d'Oltremare, 26 marzo 2006)

I condoni non sono così negativi visto che l'Unità, Unipol e il signor Prodi, in una società in cui è presente un suo familiare, ne hanno usufruito. [Prodi ha sporto querela] (a Ballarò; citato in Corriere della sera, 28 marzo 2006)

Era tardi, mi era passato il sonno e in tv c'erano solo film preistorici. Ho fatto zapping in tv e sono finito su un canale dove si vedevano delle signorine che invitavano a telefonare. Ho voluto tastare il polso della situazione: 'Mi consenta, signorina, ma lei il 9 e 10 aprile per chi voterà?'. Sette su nove hanno detto Berlusconi. (da Libero, 2 aprile 2006)

Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse. (Roma, assemblea degli associati di Confcommercio, 4 aprile 2006[7])

Saremo rimpianti, saremo ricordati come il migliore governo della Repubblica. (RaiNews24, Roma, all'ultimo Consiglio dei ministri della sua legislatura, 2 maggio 2006)

È una vergogna che un giornale come il Corriere della sera ospiti i rancori di un vecchio rancoroso (Biagi, ndr) che ce l'ha con me. Io non ho mai detto che Biagi e Santoro dovevano essere mandati via, ho sempre detto che se volevano rimanere non dovevano continuare a fare un uso criminoso della televisione. Ho detto che avrebbero dovuto fare come nelle televisioni private. Nelle televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi a qualche partito ma da noi ci sono i Costanzo e i Mentana perché noi siamo liberali. (citato in Berlusconi: "Tardi per il dialogo", la Repubblica, 21 maggio 2006)

[Sono] condannato a continuare e ad andare avanti anche per un fatto di orgoglio e storia personale. La metà del Paese mi detesta, l'altra metà mi sostiene e forse in parte mi ama. (dal Meeting per l'amicizia tra i popoli, Rimini, 2006; citato in Repubblica.it, 25 agosto 2006)

Cercai Don Giussani nel '93, per averlo accanto nelle decisioni di scendere in politica e ho tentato di averlo sempre accanto. Ricordo con commozione gli ultimi incontri e ho ancora i brividi ripensandoci. Lui mi disse che il destino mi aveva fatto diventare l'uomo della provvidenza. (ibidem)

La libertà è l'essenza dell'uomo, è l'essenza della sua mente e del suo cuore, l'essenza della sua intelligenza e dei suoi sentimenti, la libertà e ciò che sta alla base della sua capacità di amare, di creare, di fare; e l'uomo non è uomo se non è libero, perché dio l'ha voluto così e l'ha voluto libero. (ibidem[8])

La filosofia della libertà, il liberalismo pone l'uomo prima della società e prima dello stato, e lo stato è legittimato a essere tale solo se riesce a difendere e garantire la libertà della sua gente, di tutti i suoi cittadini. (ibidem[8])

La libertà ci se ne accorge quanto sia importante solo quando manca, è come l'aria, la libertà, o c'è e c'è tutta o non è libertà. (ibidem[8])

La libertà è come una corda tesa, che non si rompe all'improvviso, ma che poco a poco si allenta, si incanapisce, si sfilaccia, diventa libertà condizionata, libertà ferita, libertà minore, libertà che non c'è più. (ibidem[8])

[Riferendosi a Prodi] Ho bisogno di un killer. Ma non c'è nessuno disposto a farlo, al momento. (da Libero, 21 novembre 2006)

[A proposito della legge Gentiloni] Non ci credo, è un atto di banditismo... (Campobasso, 12 ottobre 2006)

 

El Ministerio de Cultura de la Nación inaugura a través de MATRA una TIENDA permanente con exposición de artesanías y sistema de venta directa al público por los propios artesanos

 

La oferta cambiará semana a semana, y contará con un repertorio interesante de piezas tradicionales y contemporáneas de todas las regiones del país.

 

En la misma tienda, además de los espacios de exhibición, habrá un sector orientado al taller, donde los diferentes artesanos podrán mostrar el proceso de producción de sus piezas, y entrar en comunicación con el público sobre los secretos de su oficio

 

La TIENDA funcionará de miércoles a domingo, desde la hora 12.00 a la hora 20.00, y el programa para Agosto y Septiembre es el siguiente:

  

Semana del 20 al 24 Agosto: Arte andino y popular

 

- Lucrecia Ilabia Cruz, tejidos de Tilcara.

- Rosa Castillo y Roxana Carrasco, artesanas de la filigrana de plata.

- Susana Masabeu, Viviana Padilla y Alejandra Colombres, orfebrería de inspiración andina.

En cogestión con el Instituto Interdisciplinario Tilcara

  

Semana del 27 al 31 de Agosto: Tejidos y madera

- Asunción Gallo, imaginería , Reconocimiento de Excelencia 2012.

- Petrona Nicolasa Zárate y Audelina Martina Zárate, tejedoras tradicionales riojanas.

- Maximiliano Villanueva y Mónica Martos, joyeros textiles.

- Aida Bruzzese, tejedora porteña.

 

En cogestión con el Mercado Artesanal de La Rioja

  

Semana del 3 al 7 de Septiembre: Hoy se respira viento sur

- Florinda Huenchupan, maestra tejedora mapuche, Reconocimiento de Excelencia 2008.

- Silvia Norma Pérez, Reconocimiento de Excelencia 2012.

- Paula Ferreiro, Juan Cúneo y Soledad Borzani, jóvenes orfebres tradicionales.

- Mabel García, tejedora de fajas pampa bonaerense.

- Gabriela Aguilar, tejedora mapuche.

- Ariel Luis Salinas, artesano tradicional del cuchillo.

 

Y con la presencia de Tamara Araya, Reina Nacional de la Matra

En cogestión con la Fiesta Nacional de la Matra y las Artesanías y

 

Semana del 10 al 14 de Septiembre: Poncho y plata.

- Paula Ferreiro, orfebre tradicional.

- Procesa Eva Antieco y Fresia Arenas, tejedoras.

- Guillermo Enrique Guerra y Max Alfonso Guerra, joyeros.

 

En cogestión con el Programa de Recuperación y Estímulo del Patrimonio Artesanal Provincial (PREPAP) de Santa Cruz.

El Ministerio de Cultura de la Nación inaugura a través de MATRA una TIENDA permanente con exposición de artesanías y sistema de venta directa al público por los propios artesanos

 

La oferta cambiará semana a semana, y contará con un repertorio interesante de piezas tradicionales y contemporáneas de todas las regiones del país.

 

En la misma tienda, además de los espacios de exhibición, habrá un sector orientado al taller, donde los diferentes artesanos podrán mostrar el proceso de producción de sus piezas, y entrar en comunicación con el público sobre los secretos de su oficio

 

La TIENDA funcionará de miércoles a domingo, desde la hora 12.00 a la hora 20.00, y el programa para Agosto y Septiembre es el siguiente:

  

Semana del 20 al 24 Agosto: Arte andino y popular

 

- Lucrecia Ilabia Cruz, tejidos de Tilcara.

- Rosa Castillo y Roxana Carrasco, artesanas de la filigrana de plata.

- Susana Masabeu, Viviana Padilla y Alejandra Colombres, orfebrería de inspiración andina.

En cogestión con el Instituto Interdisciplinario Tilcara

  

Semana del 27 al 31 de Agosto: Tejidos y madera

- Asunción Gallo, imaginería , Reconocimiento de Excelencia 2012.

- Petrona Nicolasa Zárate y Audelina Martina Zárate, tejedoras tradicionales riojanas.

- Maximiliano Villanueva y Mónica Martos, joyeros textiles.

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En cogestión con el Mercado Artesanal de La Rioja

  

Semana del 3 al 7 de Septiembre: Hoy se respira viento sur

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Y con la presencia de Tamara Araya, Reina Nacional de la Matra

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- Procesa Eva Antieco y Fresia Arenas, tejedoras.

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La oferta cambiará semana a semana, y contará con un repertorio interesante de piezas tradicionales y contemporáneas de todas las regiones del país.

 

En la misma tienda, además de los espacios de exhibición, habrá un sector orientado al taller, donde los diferentes artesanos podrán mostrar el proceso de producción de sus piezas, y entrar en comunicación con el público sobre los secretos de su oficio

 

La TIENDA funcionará de miércoles a domingo, desde la hora 12.00 a la hora 20.00, y el programa para Agosto y Septiembre es el siguiente:

  

Semana del 20 al 24 Agosto: Arte andino y popular

 

- Lucrecia Ilabia Cruz, tejidos de Tilcara.

- Rosa Castillo y Roxana Carrasco, artesanas de la filigrana de plata.

- Susana Masabeu, Viviana Padilla y Alejandra Colombres, orfebrería de inspiración andina.

En cogestión con el Instituto Interdisciplinario Tilcara

  

Semana del 27 al 31 de Agosto: Tejidos y madera

- Asunción Gallo, imaginería , Reconocimiento de Excelencia 2012.

- Petrona Nicolasa Zárate y Audelina Martina Zárate, tejedoras tradicionales riojanas.

- Maximiliano Villanueva y Mónica Martos, joyeros textiles.

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En cogestión con el Mercado Artesanal de La Rioja

  

Semana del 3 al 7 de Septiembre: Hoy se respira viento sur

- Florinda Huenchupan, maestra tejedora mapuche, Reconocimiento de Excelencia 2008.

- Silvia Norma Pérez, Reconocimiento de Excelencia 2012.

- Paula Ferreiro, Juan Cúneo y Soledad Borzani, jóvenes orfebres tradicionales.

- Mabel García, tejedora de fajas pampa bonaerense.

- Gabriela Aguilar, tejedora mapuche.

- Ariel Luis Salinas, artesano tradicional del cuchillo.

 

Y con la presencia de Tamara Araya, Reina Nacional de la Matra

En cogestión con la Fiesta Nacional de la Matra y las Artesanías y

 

Semana del 10 al 14 de Septiembre: Poncho y plata.

- Paula Ferreiro, orfebre tradicional.

- Procesa Eva Antieco y Fresia Arenas, tejedoras.

- Guillermo Enrique Guerra y Max Alfonso Guerra, joyeros.

 

En cogestión con el Programa de Recuperación y Estímulo del Patrimonio Artesanal Provincial (PREPAP) de Santa Cruz.

Cercle Obert solicita al Ayuntamiento de Valencia la cesión de la nave 7 Demetrio Ribes para uso y disfrute de las entidades de Ruzafa

      

CERCLE OBERT DE BENICALAP

   

Entidad inscrita en el Registro de Asociaciones de la Generalitat Valenciana con el número 1.047 de la Sección Primera del Registro Provincial de Valencia

       

D. ANTONIO MARÍN SEGOVIA, mayor de edad, provisto de DNI: xxxxxxxxxx, con domicilio a efectos de notificaciones en calle xxxxxxxxxxxx VALENCIA, en nombre propio y en calidad de Secretario-Portavoz de CERCLE OBERT de Benicalap, ante usted comparece y con el debido respeto y consideración

 

EXPONE:

 

Que según se puede leer en la web oficial del Ayuntamiento de Valencia, a finales de marzo de 2010, la alcaldesa de Valencia, Rita Barberá, y el conseller de Infraestructuras, Mario Flores, visitaron la primera de las naves de “Demetrio Ribes”, rehabilitada en el ámbito del Parque Central, la número 7, una “auténtica recuperación patrimonial”, tal y como ha destacado la primera edila al comprobar el resultado de los trabajos dirigidos por el arquitecto Javier Pérez Igualada.

 

Que se puede comprobar en la mencionada web oficial del Ayuntamiento de Valencia que: “La citada nave, que tiene un espacio de 708 metros cuadrados construidos y otros 900 urbanizados, acogerá la infraestructura de investigación de la llamada “Cátedra Demetrio Ribes” de la Generalitat y la Universitat de València. Pero además, se prevé dotar al inmueble de diversos usos de carácter cultural: “Tenemos delante de nosotros el histórico barrio de Ruzafa -ha subrayado la alcaldesa- un barrio plenamente consolidado, que no cuenta prácticamente con dotaciones, por lo que la recuperación de esta nava va a ser un elemento clave par los equipamientos del barrio”.

 

Dado el tiempo transcurrido, y teniendo constancia de que a fecha de junio de 2014, la nave número 7 de Demetrio Ribes sigue sin tener un uso específico y social, a pesar de las intenciones del Ayuntamiento.

 

Por ello, desde nuestra entidad CERCLE OBERT, consideramos fundamental que la Corporación municipal que preside Rita Barberá y la Generalitat Valenciana, procedan a articular los medios y recursos necesarios, a fin de poner a disposición de las entidades cívicas del barrio de Ruzafa, el citado bien cultural, con objeto de que pueda ser cogestionado y disfrutado por las entidades y los residentes de la zona.

 

La necesidad de que los elementos que conforman el Patrimonio Cultural Valenciano, puedan tener un uso cívico, educativo, cultural… es un paso positivo, que debe ser asumido por las instituciones públicas y obtener el respaldo entusiasta del sector privado y de la Universidad.

 

La existencia de numerosos conjuntos y elementos industriales y rurales -en situación de abandono- dentro de nuestro paisaje urbano, debe suponer un interesante reto para la iniciativa privada y para las instituciones públicas valencianas, de cara al diseño y puesta en marcha de un futuro plan destinado a la rehabilitación y puesta en valor y uso de esos bienes.

 

Desde CERCLE OBERT animamos al Ayuntamiento de Valencia, a la Diputación Provincial de Valencia y a la Generalitat, a concluir la instalación eléctrica en la rehabilitada nave número 7 de Demetrio Ribes, con objeto de que las entidades cívicas del populoso barrio de Ruzafa, puedan darle un uso socio-cultural en breve.

 

Igualmente, consideramos vital que, por parte de los organismos correspondientes, prosigan los trabajos destinados a rehabilitar el resto de elementos industriales que conforman el futuro “Valencia Parque Central”, proyecto que consideramos vital para dotar de suficientes espacios ajardinados, puntos de encuentro y contenedores culturales innovadores, la densamente poblada zona del Ensanche

 

Por lo anteriormente expuesto,

 

S O L I C I T A :

 

Que se tenga por presentado el presente escrito, a fin de que las Áreas y Servicios correspondientes del Ayuntamiento de Valencia, Generalitat Valenciana y Diputación Provincial de Valencia, procedan a valorar nuestra petición de ofrecer la gestión y uso de la nave número 7 de “Demetrio Ribes”, a las diversas entidades cívicas del barrio de Ruzafa, a la vez que se prosiguen los trabajos de rehabilitación y puesta en valor del resto de bienes que conforman el Patrimonio Industrial, ubicado en el futuro “Valencia Parque Central”.

 

Que el Ayuntamiento de Valencia RESPONDA EN TIEMPO Y FORMA a todos y cada uno de los asuntos contenidos en la presente petición, en virtud de lo dispuesto en la Ley Orgánica 4/2001, de 12 de noviembre, reguladora del Derecho de Petición, un Derecho fundamental tal y como recoge el Artículo 29 de la Constitución Española de 1978.

 

Que el Ayuntamiento de Valencia EXTREME AL MÁXIMO LOS DEBERES LEGALES que se extraen del artículo 42 de la Ley 30/1992, de 26 de diciembre, de Régimen Jurídico y Procedimiento Administrativo Común, y en tal sentido, dicte resolución motivada en contestación a todas y cada una de las cuestiones planteadas en el presente escrito.

 

Que si este órgano no fuera competente, que PROCEDA SIN MÁS DILACIÓN a dar traslado del presente documento a la autoridad u órgano competente para pronunciarse o resolver sobre todas y cada una de las cuestiones y peticiones suscitadas en el mismo, tal y como recoge el Artículo 10. Decisiones sobre competencia, de la Ley Orgánica 4/2001, de 12 de noviembre, reguladora del Derecho de Petición.

 

Valencia, a 18 de junio de 2014

 

CERCLE OBERT DE BENICALAP

 

Fdo: Antonio Marín Segovia

 

Secretario-Portavoz

 

EXCMA. SRA. ALCALDESA-PRESIDENTE DEL AYUNTAMIENTO DE VALENCIA

Plaza del Ayuntamiento, 1

46002 VALENCIA

  

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